Jesse Eisenberg torna con The Debut, 'scrivo commedie e piango'
Il film con Julianne Moore, già papabile per l'Oscar, arriva alla Festa del Cinema di Roma
(di Lucia Magi) C'è qualcosa di irresistibile e doloroso in Mona Friedman, la casalinga del New Jersey che Julianne Moore interpreta in 'The Debut', terzo film da regista di Jesse Eisenberg, che questa settimana sarà presentato da I Wonder alla Festa del cinema di Roma. Una donna che a forza di compiacere gli altri è diventata invisibile, con gli occhi arrossati e la pelle diafana, maglioncini color pastello su camicette abbottonate fino al collo, è così timida e modesta che non smette di scusarsi. Attorno a lei, Eisenberg costruisce un mondo in cui tutto è leggermente fuori misura, in un equilibrio delizioso tra realtà e percezione, tre commedia e dolore. "Volevo creare un ambiente soggettivo. Raccontare non tanto la dimensione oggettiva, quanto la sua percezione", ha spiegato il regista al termine di un'anteprima del film A24 a Los Angeles. Continua: "C'è sempre uno scarto del 10-20% rispetto alla realtà: quando qualcuno è gentile con Mona, lo è più del normale. Appena entra in teatro, tutti si prodigano in complimenti; una collega appena conosciuta le dice: 'Diventeremo sorelle'. Nessuno parla davvero così". Eppure è quello che sente lei, inebriata dall'inusuale sensazione di essere vista. Allo stesso modo, le minacce e i soprusi sono esasperati, come spiega Eisenberg, regista e sceneggiatore: "Al supermercato un uomo la spinge, la supera alla cassa dicendole: 'Ho molte cose nel carrello, le passo avanti'. I figli sono fin troppo distratti, il marito non la ascolta e se la toglie di dosso per guardare la tv. Quando esce dalla zona di confort, Mona cammina per strade iper degradate, dove la gente si scalda attorno ai bidoni incendiati. Tutto appare un po' esagerato perché non doveva essere verosimile, ma restituire quello che prova lei". Dopo 'Quando avrai finito di salvare il mondo' (già con Moore come co-protagonista) e 'A Real Pain' (che è valso l'Oscar come miglior attore di supporto a Kieran Culkin), Eisenberg torna a raccontare persone incapaci di trovare il proprio posto nel mondo, ma stavolta si avventura in un territorio dove la realtà si deforma sotto il peso delle emozioni. Nessuna ambientazione potrebbe essere più azzeccata di un teatro di provincia che si prepara per portare in scena un musical. Siamo nel 1990, in una cittadina del New Jersey. I figli di Mona stanno per diplomarsi, il marito Howard (Patrick Fabian) la tratta come un soprammobile. Lei decide di partecipare alle audizioni di 'Nosy Neighbors' nel teatro locale. Il provino è disastroso, ma quando la prescelta, interpretata da Bernadette Peters, rinuncia alla parte, il regista Jerry (Paul Giamatti) richiama Mona nel cuore della notte. Comincia così una tragicomica avventura alla ricerca di una voce e di un'identità. "Scrivere un film su un musical mi dava il permesso di calcare la mano. Nei musical - riflette il regista, che ammette di amare il genere fin da bambino - quando una scena fa paura, le voci diventano bassissime; quando i personaggi sono felici tutto diventa floreale e assurdo. La difficoltà era trovare un'idea emotivamente radicata nella realtà, ma allo stesso tempo adatta ad essere tirata, esasperata, senza scivolare nella satira o nella farsa". Durante la scrittura un modello che ha tenuto a mente è stato 'The Double' di Richard Ayoade, nel quale Eisenberg aveva recitato nel 2013: "Lì tutto era emotivamente vero, ma non oggettivamente reale". Nell'ora e 45 minuti di 'The Debut', una tensione si insinua lungo il confine sottile tra risate e lacrime. "È il mio genere preferito. Scrivo commedie, ma mentre scrivo piango", confida Eisenberg. E prende ad esempio una scena chiave per l'evoluzione di Mona da casalinga devastata a primadonna consapevole: esasperata dalle proprie insicurezze e dal terrore di fallire, esplode davanti a Jerry, che seguendo Stanislavskij, ha risvegliato in lei la sua profonda sofferenza. "Quando l'ho scritta, per me era tristissima. Mona tira fuori un dolore represso per una vita. Ma dalle prime proiezioni, mi sono accorto che il pubblico rideva. All'inizio ero quasi risentito: perché sghignazzano mentre lei si mette a nudo? Ora sono rassegnato, ridono così forte che alcune battute nemmeno si sentono. Ma forse è questa la magia del film". La magia del film è senz'altro nel volto cereo, nell'andamento goffo e poi sempre più sicuro di Julianne Moore, che molti danno già tra le possibili candidate all'Oscar (la statuetta si aggiungerebbe a quella vinta nel 2015 per 'Still Alice'). "È un'attrice straordinaria, la migliore. Si è data a questo personaggio oltre ogni mia aspettativa. Solo una brava come lei può fare la dilettante e risultare credibile, e insieme dolce e buffa", ci tiene a dire Eisenberg, che fa un cameo nel film sul palco insieme a Mona: "Era talmente divertente che è stata dura non scoppiare a ridere e interrompere le riprese".
Ch.Luna--GBA
