ANSA/ Pif e il suo personale Ministero dell'Amore tutto da ridere
"Persino Berlusconi aveva più senso delle istituzioni di Trump"
(di Francesco Gallo) 'Il Ministero dell'Amore', il nuovo film Prime Original scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo, e interpretato da Pif con Corrado Guzzanti, Pietro Sermonti e Angela Finocchiaro presentato alla Festa di Roma (Grand Public) è una commedia leggera tutta da ridere, ma mettendo in campo anche un surreale 'governo' con tanto di opposizione non ha mancato oggi in conferenza stampa di suscitare un dibattito sull'attuale politica. Questa la storia. Aldo (Pif) è un cronista parlamentare d'assalto che segue la politica romana con microfono e telecamera, ma nel suo mondo interiore avverte un suo personale Governo che lo guida e giudica. Così ogni suo atto diventa una questione di Stato che deve essere affrontata da un singolare Consiglio dei Ministri capitanato da Guzzanti e che ha come responsabile del dicastero dell'amore Sermonti. Così quando la sua relazione con l'adorata Claudia (Alessandra Mastronardi) inizia a vacillare, il "Governo Aldo" precipita nella sua più grande crisi. "Prima di essere venuto a conoscenza di questa storia confesso che ho davvero un'opposizione dentro di me. Un esempio: cancello un'app e un'opposizione interna mi dice: "No, non dovevi farlo". Certo ci sono quelli che si sentono più sicuri, quelli che hanno sempre la maggioranza assoluta e a cui non cade mai il governo, ma non è il mio caso". E ancora Pif : "Ora dico una cosa davvero forte: pensando all'oggi, anche Berlusconi rispetto a Trump, sarà per una questione generazionale, aveva molto più senso delle istituzioni. Anche per questo oggi è più difficile far ridere coi politici. Essere più comico di uno che dice il ponte sullo stretto è un ponte contro la mafia, come si fa?". "Ho trovato molto divertente che abbiano scelto che il governo che muove Aldo sia chiaramente degli anni Settanta. Se lo avessero ambientato oggi sarebbero stati tutti lì a cercare elementi di attualità. Anche il mio personaggio non si sa assolutamente a quale partito appartenga, ma potrebbe essere 'ignavi per la democrazia' o una cosa del genere" sottolinea Guzzanti. Dice infine Pietro Sermonti, il ministro dell'amore nel film: "Sono d'accordo con Pif, una volta c'era il senso delle istituzioni, cioè un politico, anche il peggiore, quando occupava un posto come quello di presidente della Camera si metteva a fare un lavoro nell'interesse di tutti così come il presidente della Repubblica. Da noi questa cosa è morta e abbiamo persone che continuano a fare la loro propaganda e continuano a essere presidenti della loro parte contro quell'altra". Il Ministero dell'Amore è coprodotto da Amazon MGM Studios e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni per Ideacinema, e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video dal prossimo 18 dicembre. Nel megacast del film anche: Carlo De Ruggieri, Massimo De Lorenzo, Federico Cesari, Leonardo Lidi, Cristina Pellegrino, Daniele Natali, Luca Amorosino, Giampiero Judica, Lucio Patanè, Thomas Trabacchi, e con Ninni Bruschetta, Fabio Balsamo e Andrea Pennacchi.
L.Delgado--GBA