Si apre la corsa agli Oscar, irrompe La Bola Negra tra Odissea e Dune - Parte 3
Tra gli attori forti chance di nomination per Julianne Moore, John Malkovich, Andrew Scott
(di Francesca Pierleoni) Guardando alle vetrine e ai premi di Cannes, Venezia, Telluride e Toronto, considerando il trionfo estivo di Odissea e aspettando il debutto in sala di alcuni film molto attesi, si inizia a delineare il quadro dei maggiori contendenti agli Oscar 2027. Fra i titoli che potrebbero conquistare più nomination, insieme alla rilettura di Omero firmata Nolan e a Dune - Parte Tre di Denis Villeneuve (in uscita negli usa il 18 dicembre), con Timothee Chalamet e Zendaya, si inserisce d'autorità La Bola Negra, diretto dai Los Javis (Javier Calvo e Javier Ambrossi). Il film dopo aver vinto a Cannes (ex aequo con Paweł Pawlikowski per Fatherland), il premio per la migliore regia ha appena conquistato il People's Choice Award del Festival di Toronto, che spesso ha indicato negli anni i favoriti nella gara per gli Oscar. Già selezionato anche per rappresentare la Spagna nella selezione per l'Academy Award al miglior film internazionale, La bola negra traccia la storia di tre uomini omosessuali, le cui vite sono intimamente intrecciate anche vivendo in tre periodi diversi: il 1932, il 1937 e il 2017. Un racconto di guerra, segreti, paura, violenza e amore, morte e rinascite, sul filo rosso di un'opera incompiuta di Federico Garcia Lorca. Nel cast, fra gli altri, Guitarricadelafuente, Miguel Bernardeau, Antonio de la Torre, Glenn Close e Penelope Cruz, che potremmo ritrovare nella cinquina per la miglior attrice non protagonista. C'è chi scommette su un buon numero di candidature a The Debut, nuova prova da regista di Jesse Eisenberg, con una strepitosa Julianne Moore (già data per favorita nella cinquina per la migliore attrice protagonista) nei panni di Mona, una casalinga in New jersey che entra nel cast di un musical allestito da una compagnia amatoriale. Un percorso che passa per lei dalla passione al delirio. Salgono le quotazioni per Rocky sono io (I Play Rocky) di Peter Farrelly, la straordinaria storia vera della genesi del film diventato cult e dell'ascesa di Sylvester Stallone. Il film arrivato secondo al People's Choice Award di Toronto, potrebbe portare anche l'interprete principale, il 26 enne Anthony Ippolito nella short list dei migliori attori protagonisti. Una cinquina, dove però, al momento, la corsa sembra stretta su due favoriti: John Malkovich (fresco vincitore della Coppa Volpi a Venezia) per un altro dei film che punta a un alto numero di nomination, il thriller/commedia nera Wild Horse Nine di Martin McDonagh, su due agenti della Cia che si ritrovano sull'Isola di Pasqua poco prima del golpe cileno del 1973 e Andrew Scott per Elsinore di Simon Stone che ha vinto a Toronto l'International People's Choice Award. Nel film, coprodotto dall'Italia con Lucky Red, Scott si cala nei panni di Ian Charleson, l'attore scozzese diventato celebre con Momenti di Gloria, che nel 1989, quando era già gravemente malato di Aids, sostituì Daniel Day-Lewis nella parte di Amleto al National Theatre di Londra, regalando una straordinaria performance (morì due mesi dopo). Sembrano ancora stabili, secondo gli esperti, le quotazioni di uno dei primi grandi successi di pubblico e critica dell'anno, la dramedy fantascientifica L'ultima missione: Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller con Ryan Gosling mentre si aspettano le prime recensioni per valutare quelle di Digger, la tragicommedia apocalittica di Alejandro Gonzalez Inarritu, in uscita il primo ottobre, con Tom Cruise nei panni dell'uomo più potente del mondo in una missione disperata per dimostrare di essere il salvatore dell'umanità. Molte le incognite legate a due film/ritratti di miliardari tech: The Social - Il prezzo della verità di Aaron Sorkin (in uscita l'8 ottobre in Italia) con Jeremy Strong nel ruolo del signore di Facebook/Meta, Mark Zuckerberg e Artificial di Luca Guadagnino (prima mondiale al New York Film Festival), su un momento critico nella carriera di Sam Altman (Andrew Garfield) alla guida di OpenAI. Tra le sorprese invece potrebbero esserci la commedia The Invite - Il piacere è tutto nostro di Olivia Wilde e Obsession, l'horror low budget fenomeno di Curry Barker, classe 1999, che ha ottenuto recensioni entusiastiche e oltre 517 milioni di dollari di incassi nel mondo. Ottime chance per la rivelazione del film, Inde Navarrette di entrare nella cinquina delle attrici protagoniste, dove potrebbe trovare tra le contendenti anche Sandra Huller che ha due titoli con cui potrebbe tornare in cinquina: Fatherland di Pawlikowski e Rose di Markus Schleinzer per il quale è già stata premiata a Berlino.
J.Romero--GBA
