Tancredi all' Opera di Roma, Emma Dante firma il titolo rossiniano
Dal 19 al 29 maggio con Carlo Vistoli protagonista. Mariotti sul podio
Tancredi di Gioachino Rossini torna dopo 22 anni al Teatro dell'Opera di Roma in un nuovo allestimento firmato da Emma Dante. Il melodramma eroico in due atti su libretto di Gaetano Rossi, tratto da Voltaire, va in scena al Costanzi dal 19 al 29 maggio. ''Quando entri nel mondo rossiniano, entri in una specie di luogo fatato, in cui succede di tutto, ma in cui tutto ha un suo filo logico schiacciante. Le trame rossiniane sono piene di suspense, di intrecci, di mistero'' osserva la regista, Leone d' Oro alla carriera 2026 alla Biennale di Venezia. ''Tancredi - aggiunge - in questo senso è pieno di stimoli, spunti, allegorie; è una grande favola che ho ambientato in questo luogo molto artificiale, con questi fondalini dipinti propri dell'opera dei pupi siciliani. È una storia che ha a che fare con qualcosa di universale, non prettamente collocato geograficamente; è molto vera, molto umana, molto contemporanea''. Michele Mariotti, direttore musicale dell' Opera di Roma, affronta per la prima volta il titolo che avrà per protagonista il controtenore Carlo Vistoli. Amenaide è il soprano Martina Russomanno, al debutto al Costanzi. Carmine Maringola firma le scene, Emma Dante e Chicca Ruocco i costumi, Luigi Biondi le luci, Manuela Lo Sicco i movimenti coreografici. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco. Composta da Rossini nel 1813, a soli 21 anni, l'opera racconta il conflitto tra virtù e sentimento, in cui trova spazio la vicenda dell'eroe esiliato Tancredi, — ruolo originariamente affidato a un contralto en travesti — che torna in patria a Siracusa per difendere la città dagli invasori e riconquistare l'amata Amenaide, ingiustamente accusata di tradimento. Con questo lavoro la regista, drammaturga, cineasta e attrice palermitana Emma Dante prosegue la collaborazione con il lirico capitolino avviata nel 2016 con La Cenerentola di Rossini a cui sono seguiti L'angelo di fuoco di Prokof'ev (2019) e Les dialogues des Carmélites di Poulenc, che ha inaugurato la stagione 2022/23. ''Poco più che ventenne, Rossini riesce a coniugare un sentimento puro e istintivo con un perfetto controllo classico, in un equilibrio continuo tra apollineo e dionisiaco - osserva Mariotti -.. Sullo sfondo della guerra, Tancredi e Amenaide vivono il loro amore in modo assoluto, con una gelosia e una passione che però ostacolano il dialogo. Nonostante due lunghi duetti, infatti, i giovanissimi amanti non riescono mai a comprendersi davvero. Musicalmente disarmante è, invece, il finale tragico che abbiamo scelto di eseguire, che descrive con pagine rarefatte e stranianti l'allontanarsi progressivo del corpo e dell'anima di Tancredi''. Tancredi è caratterizzato da un doppio finale — uno lieto, quello originario veneziano del 1813, e uno tragico, composto poco dopo per Ferrara — qui proposto nella seconda versione. Carlo Vistoli è tra i controtenori italiani più affermati sulla scena internazionale. A Roma ha legato il suo nome a produzioni di grande rilievo: nel 2019 è stato Orfeo nell'Orfeo ed Euridice di Gluck diretto da Gianluca Capuano con la regia di Robert Carsen, mentre nel 2023 è stato Tolomeo in Giulio Cesare in Egitto di Händel nella nuova produzione di Damiano Michieletto. Ha vinto il Premio Franco Abbiati 2024 come miglior cantante. Nel ruolo di Amenaide debutta al Costanzi il soprano Martina Russomanno, affermatasi su un repertorio che spazia da Mozart a Rossini fino al primo Ottocento italiano. Si è esibita in teatri stranieri di spicco e in Italia al Teatro alla Scala, al Teatro Regio di Torino e al Rossini Opera Festival.
C.Acosta--GBA