Gazeta Buenos Aires - 'Codice rosa' per assistere negli ospedali umbri le donne vittime di violenza

'Codice rosa' per assistere negli ospedali umbri le donne vittime di violenza
'Codice rosa' per assistere negli ospedali umbri le donne vittime di violenza

'Codice rosa' per assistere negli ospedali umbri le donne vittime di violenza

La Regione si dota per la prima volta di un protocollo unico e strutturato

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La Regione Umbria si dota per la prima volta di un protocollo unico e strutturato per l'accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza. E' il "Codice Rosa", un percorso regionale che uniforma le procedure nei pronto soccorso e rafforza il raccordo con i servizi territoriali. Il protocollo prevede inoltre, quando necessario, il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica e un raccordo strutturato con consultori familiari e Centri antiviolenza, con un primo contatto con la donna entro 72 ore dalla dimissione. La rete interessa Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno. È prevista infine l'esenzione dal ticket per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente connesse alla violenza subita. Il percorso è stato presentato a Palazzo Donini. "Con il Codice Rosa l'Umbria compie un passo che mancava al nostro sistema di welfare e sanità: garantire alle donne vittime di violenza un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale della regione" ha affermato la presidente della Regione Stefania Proietti. "Vogliamo assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto - aggiunge -, evitando che la donna coinvolta debba raccontare più volte la propria storia. È un modello che mette al centro dignità e autodeterminazione e garantisce continuità assistenziale anche dopo la dimissione". L'assessora alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione Simona Meloni, ha sottolineato che il percorso si inserisce in una strategia più ampia contro la violenza fisica, psicologica ed economica. "Le donne devono sapere che non sono sole - ha detto -, dall'ingresso in ospedale fino al ritorno sul territorio. La presa in carico deve accompagnarle anche verso l'autonomia economica e lavorativa, fondamentale per affrancarsi dalla violenza". La direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, ha evidenziato la necessità e quindi l'obiettivo di superare le differenze nei percorsi di assistenza. "Abbiamo costruito - ha spiegato - un sistema integrato tra pronto soccorso, territorio e Centri antiviolenza, con équipe multidisciplinari, operatori formati e procedure omogenee in tutta la regione".

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I.Godoy--GBA