Gazeta Buenos Aires - Patologie del fegato, nuovi farmaci e diagnosi precoci migliorano la gestione clinica

Patologie del fegato, nuovi farmaci e diagnosi precoci migliorano la gestione clinica

Patologie del fegato, nuovi farmaci e diagnosi precoci migliorano la gestione clinica

Epatologi evidenziano progressi terapeutici per epatiti B, Delta e malattie colestatiche

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Nuovi farmaci, reti integrate tra centri specialistici e territorio, diagnosi precoci e accesso alle cure sono le nuove le strategie chiave per affrontare epatiti B e Delta e malattie colestatiche rare. Lo sottolineano gli epatologi al convegno annuale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (Aisf), in corso a Roma fino al 20 marzo. "Stiamo vivendo una fase di transizione cruciale. Per anni l'obiettivo dei trattamenti anti-Hbv è stato controllare l'infezione, oggi la ricerca punta alla cosiddetta 'cura funzionale', cioè alla possibilità di eliminare definitivamente il virus", dice Roberta D'Ambrosio, membro del comitato coordinatore Aisf. "Alcune nuove terapie - prosegue - stanno mostrando risultati promettenti e potrebbero cambiare concretamente la gestione della malattia nei prossimi anni. Peraltro, la guarigione dall'epatite B rappresenta la miglior cura per l'epatite delta". L'epatite B resta un problema di salute pubblica, soprattutto tra persone anziane o provenienti da aree ad alta endemia, mentre l'epatite Delta, presente in circa il 5% dei pazienti con Hbv, è la forma più aggressiva. Per anni le opzioni terapeutiche sono state limitate e poco efficaci. "Oggi, per la prima volta, disponiamo di trattamenti specifici. Bulevirtide ha dimostrato di poter ridurre significativamente l'attività del virus - dice ancora D'Ambrosio - e di migliorare i parametri clinici. Una delle principali criticità resta però la diagnosi: molti pazienti con epatite B non vengono testati per il virus Delta, con il rischio di una presa in carico tardiva". Per le malattie colestatiche rare, come la colangite biliare primitiva (20-30 casi ogni 100mila abitanti), l'innovazione riguarda nuovi farmaci agonisti dei Ppar, in grado di migliorare parametri biochimici e sintomi invalidanti come prurito e fatigue, incidendo significativamente sulla qualità di vita. La colangite sclerosante resta ancora senza terapie approvate, "ma la ricerca apre prospettive interessanti - conclude Umberto Vespasiani Gentilucci, membro del Comitato Coordinatore Aisf- Cresce inoltre l'interesse per le colestasi su base genetica: i progressi nella comprensione dei meccanismi fisiopatologici, anche nelle forme dell'adulto, stanno aprendo la strada a potenziali innovazioni terapeutiche".

C.Acosta--GBA