Borsa: Asia in difficoltà, vendite sul comparto dei microchip, Tokyo -1,25%
Pesano il calo delle materie prime e i conti non entusiasmanti
Seduta difficile per le principali borse di Asia e Pacifico, penalizzate dalle forti vendite nel comparto dei semiconduttori per i timori di una riduzione degli investimenti nell'intelligenza artificiale a livello mondiale. Pesano anche il calo delle materie prime, a partire dall'oro, dall'argento e dal rame e i conti di fine esercizio non proprio entusiasmanti. Tokyo cede l'1,25%, Shanghai il 2,48%, Taiwan l'1,37%, Seul il 5,26% e Sidney l'1,02%. Ancora aperte Hong Kong (-2,66%), Mumbai (+0,53%) e Singapore (-0,59%). Negatici i future sull'Europa e su Wall Street nonostante la crescita superiore alle stime delle vendite al dettaglio in gennaio in Germania (+0,1% contro il -0,1% previsto). In arrivo gli indici Pmi manifatturieri di Francia, Germania, Regno Unito e Usa, seguiti dagli indici Ism americani. Scivolano il petrolio (Wti -5,09% a 61,86 dollari al barile), il gas (-13,45% a 34 euro al MWh), l'oro (-10,04% a 4.602,32 dollari l'oncia) e l'argento (-23,73% a 76,98 dollari l'oncia). Debole il dollaro a 84,33 centesimi di euro, 154,79 yen e 73,07 penny, mentre si assesta a 62,2 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in crescita di 1 punto al 3,46% e quello tedesco di 0,2 punti al 2,84%. Scivolone dei produttori di semiconduttori Lasertec (-13,96%), Disco (-5,88%)) e Renesas (-4,76%) sulla piazza di Tokyo, dove tengono gli automobilistici Toyota (+0,88%) e Honda (+0,42%).
A.Torres--GBA