Messico, rivendicato attentato contro la polizia dalla FAI: 'Non ci pentiamo'
Un gruppo legato alla Federazione Anarchica Informale (FAI) ha rivendicato un attacco mortale contro un veicolo della polizia municipale a Valle de Chalco, in Messico. L'azione, che ha causato la morte di un agente e il dispersione di un altro, è stata accompagnata da un messaggio di solidarietà verso i detenuti anarchici in tutto il mondo.
La Federazione Anarchica Informale (FAI) è tornata alla ribalta in America Latina con la rivendicazione di un attentato mortale contro le forze dell'ordine in Messico. L'episodio si è verificato a Valle de Chalco, dove una cellula del gruppo ha attaccato un veicolo della polizia municipale. Secondo quanto riportato dai media locali e dalle organizzazioni anarchiche internazionali, uno degli agenti rimasti coinvolti nello scontro a fuoco è deceduto per ferite da arma da fuoco, mentre un secondo risulta disperso. Le autorità messicane non hanno ancora fornito conferme ufficiali sui dettagli dell'accaduto o sull'identità delle altre persone presenti sul veicolo al momento dell'attacco.
La rivendicazione è stata firmata dalla "Cellula Insurrezionale Mariano Sánchez Añón", una fazione della FAI attiva in Messico. Il comunicato, diffuso attraverso blog e canali affiliati all'anarchismo internazionale, annuncia la paternità dello scontro e collega l'azione a un più ampio movimento transnazionale. La cellula ha espresso esplicitamente il proprio sostegno alla "Cospirazione dei Nuclei del Fuoco", un'organizzazione greca classificata come gruppo terroristico anche dagli Stati Uniti, sottolineando come la galassia del terrorismo legato al simbolo della "A" cerchiata sia in uno stato di fibrillazione che spazia da Roma ad Atene e da Barcellona all'America Latina.
Nel documento, i firmatari giustificano l'attacco come un atto di solidarietà diretta verso i compagni incarcerati. "Abbiamo deciso di unirci all'appello di gruppi e individui anarchici che non si limitano alle parole e alle maledizioni contro la pace sociale e si impegnano a smantellare il sistema di dominio mettendo in pratica la solidarietà diretta con i nostri fratelli e sorelle incarcerati", recita la dichiarazione. La cellula ha inoltre respinto le possibili critiche dei media, affermando: "Se, come 'lamentano' i mass media, abbiamo ucciso solo un agente in uniforme e il resto degli occupanti erano parenti dell'agente di polizia municipale, non abbiamo nulla di cui pentirci. Attaccheremmo di nuovo senza rimorsi".
L'annuncio della FAI Messico segna l'inizio di quella che definisce una "nuova stagione di caos" a livello globale. Il gruppo ha esteso la propria solidarietà ai prigionieri anarchici detenuti in numerosi paesi, tra cui Messico, Cile, Grecia, Italia, Indonesia, Stati Uniti e Svizzera. Questa rivendicazione riaccende l'attenzione sulle connessioni ideologiche tra gruppi anarco-insurrezionalisti sparsi per il mondo, in particolare per il legame con la figura di Alfredo Cospito, detenuto in Italia e spesso citato come punto di riferimento simbolico per queste cellule.
Le indagini locali sono ancora in corso per verificare l'entità delle vittime civili e le dinamiche precise dell'attacco. Tuttavia, la dichiarazione della FAI conferma la volontà del gruppo di continuare le azioni violente come strumento di pressione politica, mantenendo un forte legame con le reti internazionali di sostegno ai detenuti politici.
Y.Lorenzo--GBA