Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
I principali mercati europei registrano chiusure negative a causa della combinazione di tensioni geopolitiche nel Golfo Persico, incertezza sulle elezioni americane e delusioni nei bilanci delle grandi aziende tecnologiche. A Milano il Ftse Mib perde circa l'1%, mentre lo spread Btp-Bund si allarga.
I principali mercati azionari europei hanno chiuso in territorio negativo, risentendo di una convergenza di fattori di rischio geopolitico e finanziario. La reazione degli investitori è stata guidata dalla minaccia di un'escalation del conflitto nel Medio Oriente, dalle incertezze legate alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e dai risultati trimestrali delle grandi aziende tecnologiche che non hanno soddisfatto le aspettative.
Sul fronte internazionale, il peso maggiore grava sulla situazione nello Stretto di Hormuz. Come riportato dal Wall Street Journal, gli Stati Uniti avrebbero condotto attacchi nella notte sull'isola iraniana di Qeshm, nodo cruciale per il commercio mondiale di petrolio. Questa dinamica ha contribuito a un aumento del prezzo del Brent dell'1,5%, che si è attestato a 106,3 dollari al barile, dopo la flessione del 7% registrata il giorno precedente legata ai precedenti segnali di dialogo tra Washington e Teheran.
Parallelamente, gli investitori monitorano con cautela le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, il cui esito stabilirà il controllo del Congresso per i restanti due anni della presidenza di Donald Trump. Secondo le piattaforme di scommesse politiche Polymarket, vi è una probabilità del 77% che il Senato rimanga a maggioranza democratica, mentre una Camera dei Rappresentanti democratica è data quasi certa. Un Congresso controllato dai democratici potrebbe ridurre il margine di manovra della Casa Bianca, spingendo i mercati ad attendere i risultati prima di assumere nuove posizioni.
In Europa, la cautela si è tradotta in vendite generalizzate. A Milano il Ftse Mib ha ceduto circa l'1%. Anche le altre piazze continentali hanno registrato perdite: Parigi è scesa dello 0,5%, Francoforte e Madrid dell'0,8%, Amsterdam dello 0,6% e Londra dello 0,4%. Le vendite si sono concentrate sui titoli tecnologici, con STMicroelectronics che perde il 3,27%, Technoprobe in calo del 2,57% e Prysmian che scivola del 2,56%. Anche i titoli petroliferi hanno sofferto, con Eni giù dello 0,96%.
Tra i bancari, Intesa Sanpaolo ha ceduto lo 0,13% in attesa dei propri risultati, mentre Unicredit è sceso dell'1% e Monte dei Paschi dello 0,89%. Alcuni titoli hanno mostrato resilienza o guadagni: Lottomatica è salita del 2,3% dopo la pubblicazione dei conti, Amplifon del 1,23%, e gli energetici Terna (+0,88%), A2A (+0,8%) e Snam (+0,39%) hanno chiuso in positivo.
Un altro indicatore di stress è l'allargamento dello spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi: il differenziale è cresciuto del 4,88%, raggiungendo 117 punti. Alla base della cautela vi è anche il dubbio sul ritorno economico degli investimenti in intelligenza artificiale. I recenti bilanci di Google, Amazon e Intel hanno innescato vendite nel settore. Apple ha chiuso il trimestre con utili e fatturato superiori alle stime, ma le vendite di iPad sono rimaste inferiori alle attese; l'aumento dei prezzi dei chip di memoria comprimerà i margini, portando il titolo a perdere il 3% dopo la chiusura di Wall Street.
Sul fronte energetico, il gas naturale ad Amsterdam ha guadagnato il 3,7%, raggiungendo 98,4 euro al megawattora. Gli stoccaggi europei si trovano ai livelli più bassi dal 2013, secondo l'Agenzia internazionale dell'energia. La situazione dei negoziati tra Iran e Stati Uniti appare complessa: Ynet News riferisce che un alto funzionario iraniano ha dichiarato che le due parti sono "ben lontane dal raggiungere un accordo per porre fine alla guerra".
Oggi il mercato si concentrerà sui risultati di Super Micro Computer, Ferrari e Intesa Sanpaolo. In Asia, il Kospi di Seul ha perso il 3,6%, mentre Tokyo è rimasta chiusa per festività.
F.A.Correa--GBA