Greenpeace, Roma penultima in Europa su transizione a riscaldamento green
In testa Stoccolma, Parigi e Vienna. Peggio della Capitale solo Bucarest
Roma è al 14esimo posto su 15 città europee per abbandono di sistemi di riscaldamento basati sui combustibili fossili. In classifica troviamo Stoccolma prima, Parigi seconda e Vienna terza. In fondo ci sono Atene, 13esima, Roma e Bucarest, 15esima e ultima. Lo scrive Greenpeace Europa centro-orientale in un rapporto. Stoccolma, Parigi e Vienna vantano una solida pianificazione a lungo termine, ingenti investimenti nelle reti di riscaldamento e importanti misure di protezione sociale. Atene, Roma e Bucarest presentano ancora lacune significative: forte dipendenza dai combustibili fossili, pianificazione urbana incompleta e meccanismi di implementazione deboli. A livello generale, dal report emerge che le città europee faticano a tradurre gli obiettivi climatici in un programma di azione coordinato, concreto e credibile. Secondo lo studio, a Roma l'elettrificazione sta prendendo piede, ma il gas rimane ancora fondamentale per il riscaldamento. Manca un piano strutturato per il phase-out del gas fossile, e deve ancora essere completato un piano termico territoriale. "Famiglie che pagano bollette sempre più care e prezzi dell'energia instabili a causa dei conflitti internazionali non sono un effetto indesiderato, ma sono la diretta conseguenza di un modello energetico basato sui combustibili fossili, che non minaccia solo il clima, ma anche la tenuta delle nostre società -, dichiara Federico Spadini della campagna Clima di Greenpeace Italia -. Per risolvere la crisi che stiamo vivendo, i governi europei devono impegnarsi per una reale transizione energetica, fissando l'abbandono del gas entro il 2035 e investendo in rinnovabili, elettrificazione ed efficienza energetica. Solo così potranno mettere le città nelle condizioni di realizzare una transizione equa e a vantaggio delle persone".
O.Medina--GBA