Granelli (Confartigianato): 'Allarmismi infondati. Chi teme la riforma degli artigiani?'
"Aspirazione a crescere, singolare che Confindustria si opponga. Nessun peso per lo Stato"
"Chi teme la crescita degli artigiani? In un Paese accusato spesso di 'nanismo' imprenditoriale appare singolare che proprio Confindustria si opponga alla legittima aspirazione degli artigiani a crescere e ad irrobustirsi per competere meglio sul mercato, senza peraltro pesare sulle finanze pubbliche né alterare le regole della concorrenza tra imprese". Il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, entra così - in un colloquio con l'ANSA - sul tema della riforma della legge quadro sull'artigianato in dirittura di arrivo, che divide le associazioni di imprese con negli ultimi giorni la forte presa di posizione contraria di Confindustria. Granelli ribatte punto per punto alle obiezioni dell'associazione degli industriali, e sottolinea: "Viene da chiedersi qual è il problema, qual è il vero motivo di tanta preoccupazione da parte di Confindustria? Forse la competizione sul piano associativo?". "Cominciamo a sgombrare il campo dai timori su presunte sottrazioni di risorse allo Stato. Chi conosce il testo della riforma sa che le stime allarmistiche su ipotetici impatti superiori al miliardo di euro per le casse dello Stato sono del tutto infondate. È prevista, infatti, una clausola di neutralità finanziaria rispetto alla contribuzione a favore dell'Inps: le imprese artigiane che, crescendo, superino le soglie ordinarie di dipendenti previste dall'attuale legge quadro dell'artigianato applicheranno la medesima contribuzione previdenziale prevista per le imprese industriali di pari dimensione. L'allargamento dell'obbligo di iscrizione alla Gestione Speciale Artigiani Ivs per il titolare e i soci, peraltro, determina un incremento delle entrate contributive". "E' infondato - aggiunge - anche l'allarme sul dumping salariale o sulla contrazione delle tutele per presunti 1,8 milioni di lavoratori. E' noto, infatti, che la qualificazione giuridica di impresa artigiana non vincola l'azienda all'applicazione di un determinato contratto collettivo. La quasi totalità dei contratti siglati dalle organizzazioni dell'artigianato trova applicazione ben oltre i limiti della legge quadro dell'artigianato del 1985. Non vi sarà quindi alcuna diretta o indiretta ripercussione sulle retribuzioni dei lavoratori e sul conseguente prelievo fiscale". E per quanto riguarda l'occupazione, "non potrà che esserne favorita".
X.Cabrera--GBA