Sulla app pubblica o delle banche per l'euro digitale è scontro Bce-istituti
Il 10/9 prima riunione trilogo Ue, sul tavolo anche giacenze e remunerazione istituti
Una app per l'euro digitale, il contante dematerializzato cui lavora la Bce, pubblica nel nome della libera accessibilità a tutti, come vorrebbero le banche centrali dell'Eurosistema. Oppure una app commerciale, associata al brand degli istituti di credito e al conto bancario, come chiedono le banche rivendicando il fatto di essere loro a distribuire la moneta digitale. E' su questo terreno che si sta giocando il braccio di ferro fra l'Eurosistema e gli istituti di credito, come riferisce all'ANSA una fonte vicina al dossier. Il tema "sarà terreno scontro al trilogo" Parlamento-Consiglio-Commissione Ue che si riunirà il 10 settembre, dice la fonte sottolineando che le banche centrali, pur non partecipando al tavolo sulla futura legislazione dell'euro digitale, fornisce supporto tecnico. La Bce con le altre banche centrali ha sempre puntato sull'accessibilità della moneta digitale il cui lancio è previsto nel 2029. In una nota a fine luglio, Francoforte aveva pubblicato una nota sottolineando che il design della app "andrà oltre i requisiti di accessibilità dello European Accessibility Act", puntando anche su giovani, anziani con poca dimestichezza col digitale, disabili. Non sarà l'unico nodo da sciogliere rispetto alle pressioni delle banche: sul tavolo anche l'' holding limit', ossia la giacenza massima in euro digitali che ciascun europeo può detenere, e il 'compensation model' ossia la remunerazione delle banche che di fatto distribuiranno il nuovo contante. La Bce, qui, punta a un uso del tutto gratuito per le funzioni-base dell'euro digitale.
D.Flores--GBA