Confartigianato, '621mila tecnici Ia da assumere, più della metà è introvabile'
In testa la Lombardia e Milano. Poi Roma, Napoli, Bari
"Le imprese italiane accelerano gli investimenti in intelligenza artificiale ma non trovano le professionalità necessarie per gestirla", avverte Confartigianato che stima: "su 621mila richieste di lavoratori con competenze digitali avanzate, ben 316mila, pari al 50,8%, sono risultate di difficile reperimento". L'analisi è sul 2025. La Lombardia è "nettamente in testa per numero di lavoratori con competenze digitali avanzate che le imprese faticano a trovare: 60.960 professionalità introvabili su 121.440 richieste, il 50,2%", poi Campania e Lazio. A livello provinciale è prima Milano "con 29.840 competenze introvabili su 64.320, il 46,4%"; a seguire Roma, Napoli, Bari, Torino. Il 71,8% delle imprese - secondo l'elaborazione dell'ufficio studi di Confartigianato - ha effettuato investimenti in almeno uno degli ambiti della transizione digitale, dall'adozione di tecnologie digitali alla loro integrazione nell'organizzazione, fino allo sviluppo di nuovi modelli di business. La propensione a investire sale al 73,4% nei servizi e si attesta al 70,8% per manifattura, utilities e costruzioni. "Tuttavia - avverte la cofederazione di artigiani e pmi - la mancanza di personale qualificato viene indicato dal 58,6% delle imprese come principale ostacolo ad utilizzare l'intelligenza artificiale. Seguono la carenza di chiarezza legislativa, indicata dal 47,3%, indisponibilità o la scarsa qualità dei dati necessari (45,2%), preoccupazioni per privacy e protezione dei dati (43,2%), costi elevati (43%), considerazioni etiche (25,7%). La rilevazione sule competenze richieste e quelle "introvabili" considera le competenze necessarie alle aziende per l'utilizzo e l'integrazione nei processi aziendali di intelligenza artificiale, cloud computing, industrial internet of things, data analytics e big data, realtà virtuale e aumentata e blockchain.
W.Rojas--GBA