Gazeta Buenos Aires - Inps, Naspi a chi è costretto a dimettersi per violenze

Inps, Naspi a chi è costretto a dimettersi per violenze
Inps, Naspi a chi è costretto a dimettersi per violenze

Inps, Naspi a chi è costretto a dimettersi per violenze

Anche se provenienti da soggetti estranei al contesto professionale

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Chi è costretto a dimettersi dal lavoro per la salvaguardia della propria incolumità ha diritto ad accedere alla Naspi. Lo chiarisce l'Inps in un messaggio sottolineando che in questo caso si tratta di disoccupazione involontaria. "Le violenze e le condotte persecutorie, anche se provenienti da soggetti estranei all'ambiente professionale, si legge in una nota, possono determinare un'oggettiva impossibilità di proseguire l'attività lavorativa. Per ogni lavoratrice o lavoratore che subisce tali episodi, la scelta di interrompere il rapporto di lavoro non costituisce una libera decisione, bensì un atto di autodifesa. La legge e l'Inps riconoscono questa condizione come disoccupazione involontaria, equiparandola a tutti gli effetti alle dimissioni per giusta causa per fatto del terzo, garantendo così il diritto al sostegno economico senza penalità".

W.Rojas--GBA